venerdì 19 maggio 2017

INTERVISTI IMPOSSIBILI (AUSILIO...PERCHE'???)

In una giornata di tarda primavera, tra un allenamento e l'altro, mi scappa l'occhio su un dibattito tenuto in "corso universitario" del d.s. Ausilio, e mi sorgono tantissime domande.

La prima è scontata: ma cosa ha da insegnare ad un corso universitario, negli ultimi anni, un dirigente dell'Internazione....come si arriva 5/6/7/8 in campionato con l'obiettivo, puntuale, a Settembre di arrivare in Champions? Come buttano letteralmente milioni di euro n giocatori inutili alla causa? Come cambiare 10 allenatori in 3/4 anni senza ottenere un minimo risultato?

Non lo capisco, ma vado avanti a leggere.

Il primo argomento trattato è l'allenatore: cito la Gazzetta dello Sport "c’era un allenatore che aveva iniziato la preparazione e poi a una settimana dall’inizio della stagione, per mille motivi, si decide di mandarlo via o se ne è andato lui. E così siamo andati su un tecnico che non conosceva il calcio italiano. L’Inter ha programmato male, abbiamo cambiato 4 allenatori, arriveremo settimi o ottavi".


Parto dal presupposto che la scelta di De Boer non sia stata fatta da Ausilio, ma che lo stesso fosse un pupillo di Thohir. 

Il Presidente quindi ha deciso senza consultare il DS, o contro il parere dello stesso. Il Ds evidentemente non ha potere di convincimento, o non è considerato prepondarente il suo parere tecnico nella scelta dell'allenatore.  In entrambe i casi a mio modesto parere, il DS non fa una bella figura.

Continuo dalla Gazzetta: Ad Appiano manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani".  Bene, quindi anche in questo caso traggo due conclusioni: i giocatori scelti evidentemente non erano adeguati a ciò che serviva alla squadra, ed evidentemente le varie strigliate e giorni di ritiro alla squadra non sono serviti a niente. Anche in questo caso, a mio parere, il DS di quella squadra non ne esce bene.

Ultima perla: "Noi oggi abbiamo una proprietà forte, solida. Che potrebbe tranquillamente comprare i giocatori più famosi tipo Cristiano Ronaldo, ma la verità è che non possiamo farlo perché c’è il fairplay finanziario. Bisogna puntare sui giovani. Gabigol? No quello è qualcosa di diverso, ma non posso spiegarlo".


Evinco da questo estratto che Gabigol non sia stato scelto dal DS; bene, quindi la proprietà ha deciso di spendere più di 60 milioni di euro, in cinque anni, senza consultare il DS o contro il parere di quest'ultimo. Non capisco cosa si intenda come "diverso", però posso pensare che magari sia stato qualcuno a consigliarlo alla Società (facendosi pagare una lauta provvigione) o che sia arrivato magari per motivi più pubblicitari che calcistici.Lo spaccato che deriva da questa intervista è di estrema frammentazione dell'organizzazione della squadra, e probabilmente il discorso delle "fazioni" è presente non solo tra i giocatori ma anche più in alto a livello societario. Poi è chiaro per alcuni quali sono i problemi della squadra, ma evidentemente il non essere riuscito, in diversi anni, a risolvere ma solo ad acutizzare le problematiche nonostante tutti i cambiamenti effettuati dovrebbe far pensare anche a chi ricopre un ruolo importante, invece di gettare accuse a tutto e a tutti.E' utile infine, leggere alcune veirtà, dette anche in modo così palese. Ci piacerebbe, qualche volta, trovare in modo così palese qualche mia culpa, cosa che probabilmente servirebbe a capire gli errori per evitare di rifarli.

lunedì 8 maggio 2017

Amala (ma quanto fa incazz....)


"Non so cosa dirvi davvero ragazzi....", cito il buon Al Pacino per cercare di commentare l'ennesima stagione debacle a tinte nerazzurre.

D'altronde l'inizio stagione era stato foriero delle tempeste che si sono poi accalcate sui poveri colori nerazzurri, e a farne le spese sono come sempre i tifosi i quali veramente in questo marasma di pessimo gioco, scarso impegno, partite giocate a mo di amichevoli estive, non ci stanno piu' capendo niente.

Difficile trovare una spiegazione di quanto sta succedendo, l'unica che mi viene è che nonostante i soliti buoni propositi di inizio stagione stiamo ancora pagando le disastrate stagioni post Triplete, con allenatori, dirigenti, direttori sportivi che si sono succedini come noccioline americane, e tanto velocemente sono stati sputati fuori dalla centrifuga interista.

Questo ha creato uno strato di sabbie mobili, dove alla fine nessuno è colpevole, pagine e pagine di inchiostro si scrivono, e a pagare come sempre sarà il buon Pioli, che fino a un mese e mezzo fa avevo compiuto un miracolo, mentre in due mesi è riuscito a dissipare tutto il credito e le cose buone fatte per metà stagione.

Non penso sia colpa di Pioli, come non penso fosse di De Boer, di Mazzarri, di Stramaccioni, di Leonardo, di Vecchi, di Mancini, etc. etc. non sto citando la storia degli allenatori dell'INter delle ultime venti stagioni ma quelle delle ultime due/tre, e questo la dice lunga sullo stato delle cose (o delle cosce).

Il problema è alla fonte, e arriva dalla mancanza di polso e di presenza da parte della dirigenza, di un impostazione o minima idea tattica negli acquisti, nella mancanza totale di rigore e di regole all'interno dello spogliatoio. 

Il modo piu' veloce per risolvere la questione è quello di prendere un allenatore forte, che abbia le idee chiare e che riprenda questa squadra allo sbando. Personalmente non sono per questa idea, penso che la società debba darsi un organigramma di gente in gamba (da questo punto ottima la scelta di Oriali), e togliere di mezzo certi personaggi, anche storici, che non garantiscono il polso di ferro necessario per raddrizzare la baracca.

Penso che piu' che un idea di allenatore la dirigenza dovrebbe avere un'idea di come debba giocare la squadra, con che modulo, con quali interpreti, e su questa base prendere i giocatori.

Ma sappiamo che, come tutto ciò che riguarda la Beneamata, questa è utopia e dovremo sperare nel colpo di bacchetta cinese per tornare a vedere una squadra di calcio dignitosa in campo, o dovremo ancora per un po' di tempo sorbirci, come negli ultimi sei anni, queste stagioni insensate e catastrofiche.

MARATONINA DI PRATO 2017 E MARATONINA FABRIANO 25 APRILE



Cambia tutto, ma non può di certo mancare la classica di inizio bella stagione, la mitica Maratonina di Prato che per l'occasione si è presentata abbastanza "alta" essendo il giorno di Pasquetta a fine Aprile.

In una stagione "ordinaria" quindi, sarebbe arrivata dopo le prime gare di inizio stagione, maratonina di Scandicci, Scarpinata nel Verde e Chiesanuova, addirittura anticipata dalla mitica Un po' n poggio per dire le prime che mi sovvengono; ma in questa annata così strana e atipica, in realtà, è diventata il primo appuntamento di un certo rilievo.

La preparazione come accennato nei precedenti post è andata così così, a fronte di diversi lunghi fatti da Dicembre post maratona, mi sento francamente piu' in forma per una 30 Km che per una mezza, ma cmq colgo l'occasione anche perchè lo ritengo un buon test di confronto con gli scorsi anni.

La partenza è soft, riesco a partire non troppo indietro e pertanto imposto da subito il ritmo che voglio tenere e riesco abbastanza agevolmente a stare sui 4.30° al km. Punto a stare sotto l'1 e 40 però riesco a stare vicino ai palloncini dell'1h35.

Bene il passaggio ai 10 Km, sento un po' di fatica ma spingo per non perdere il ritmo e fino ai 16 Km tutto bene. Purtroppo rallento di botto e gli ultimi Km fatico a stare sotto i 5'00" chiudendo a 1h38 alto. Sono contento per la prestazione e per aver rivisto la mia vecchia squadra, certamente ho perso due minuti negli ultimi Km che avrebbero impreziosito ulteriormente la prestazione, ma non mi lamento.

E' un prestazione che mi riporta al 2013 (1h 39), ma obiettivamente la forma fisica e l'allenamento non era ideale per la gara.

Oltretutto, non contento, approfitto della bella giornata del 25 Aprile, pre ferie in Sicilia per fare una ulteriore Maratonina a Fabbrico (RE).

Gambe molto pesanti e certamente non smaltita la fatica di Prato, ritmo lentissimo da subito, anche se nella seconda parte di gara cerco per orgoglio di non rallentare ulteriormente: tanta fatica e 1H46' finale di scarico senza infamia e senza lode.

Mi aspetta una settimana lontano dalla corsa, al rientro una settimana di lavoro intenso e poi la 10 Km di Bancole, prova che affronterò non certo in forma ma che sarà utile per saggiare le distanze brevi visto che ultimamente sto facendo solo mezze.

Marco M.

La lunga estate "Calda"?

Breve aggiornamento sul road map delle gare fatte ultimamente. Innanzitutto, nel bene o nel male, siamo alla fine della stagione primaveri...